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STORIA DI DUBLINO
DUBLINO
Breve storia di Dublino
La storia di
Dublino ha inizio circa 2000 anni fa: il riferimento più antico
alla città risale agli scritti di Claudio Tolomeo, l'astronomo e
cartografo greco, attorno all'anno 140 d.C.: in questi antichi
documenti la città è chiamata Eblana Civitas.
Ne corso del X secolo, vi erano due
importanti insediamenti: uno vichingo, conosciuto come An Dubh
Linn (lo stagno/laghetto nero), e un insediamento
celtico,
chiamato Áth Cliath ( guado recintato/con le siepi).
Dal nome di quest’ultimo
insediamento celtico quello della città in
lingua
irlandese (Baile Átha Cliath), anche se i vichinghi,
o Ostmen nella loro lingua, dominarono Dublino per almeno tre
secoli.
Nel 1170, Dublino cadde in mano ai
Normanni che costruirono il celebre castello (sede poi del
Parlamento d’Irlanda) e fortificarono la città: che divenne
capitale della "Signoria d'Irlanda" inglese.
La Dublino medievale si presentava
come una piccola (poco più di 3 km²), ma salda roccaforte
composta da circa 5-10.000 persone.
Per tutto il Medioevo versò una tassa
(o "black rent") ai vicini clan irlandesi per evitare le
aggressioni e le scorribande ma nel 1314, un'armata di invasori
scozzesi bruciò i sobborghi della città. Gli inglesi si
limitarono ad assegnare la difesa di Dublino ai Fitzgerald,
conti di Kildare, che dominarono la scena politica, spesso
seguendo solo i propri interessi, fino al XVI secolo, quando
Enrico VIII d'Inghilterra inviò un esercito per sostituirli con
amministratori inglesi.
Fu l'inizio di un rapporto più
stretto, ma non sempre felice, tra Dublino e la corona inglese.
Nel 1348 e nel
1649,
la città non fu risparmiata, come il resto d’Europa, dalla peste
nera: le vittime dell'epidemia furono seppellite in fosse
comuni, in un'area che ancora oggi è chiamata "Blackpitts".
Dal XVI al XVII Dublino e
l’Irlanda furono testimoni della prima riconquista inglese
dell'intera isola ad opera dei Tudor e dalla Riforma
protestante avvenuta in Inghilterra.
Molti dublinesi furono giustiziati
per aver preso parte alle ribellioni di Desmond intorno al 1580.
Il malcontento si acuì durante la guerra irlandese dei nove anni
(1590): per ordine di un decreto soldati inglesi stanziarono
case dei cittadini, diffondendo malattie.
Nel 1592, Elisabetta I d'Inghilterra
inaugurò il Trinity College di Dublino: un'università
protestante destinata all'aristocrazia irlandese. Tuttavia, le
famiglie più importanti di Dublino la disdegnarono, mandando i
figli a studiare nelle università cattoliche europee.
Nel 1641 migliaia di persone
abbandonarono Dublino per sfuggire alla ribellione irlandese.
Intorno al 1650, Oliver Cromwell conquistò l'Irlanda: ai
cattolici fu proibito sostare entro le mura di Dublino (Atto per
la colonizzazione dell'Irlanda).
Alla fine del XVII secolo Dublino,
abitata in prevalenza da protestanti divenne la capitale del
Regno
d'Irlanda, governato, secondo le leggi britanniche,
dalla nuova minoranza inglese di religione protestante ed iniziò
a crescere demograficamente, culturalmente e commercialmente e
divenne la seconda città più importante dell'Impero
britannico, dopo Londra.
Nel XVIII l’urbanistica medievale fece
spazio allo stile georgiano: furono riprogettate Sackville
Street (oggi O'Connell Street), Dame Street, Westmoreland Street
e D'Olier Street e costruiti tantissimi edifici e piazze.
Alla fine del XVIII secolo, i
protestanti irlandesi - discendenti dei coloni britannici
avviarono con l’Inghilterra rapporti commerciali soddisfacenti,
si iniziò a far qualcosa per evitare la discriminazione contro i
cattolici e si formarono gli United Irishmen, fautori di una
repubblica indipendente, non-settaria e democratica: nel
1798,
progettarono di conquistare Dublino con delle sommosse di
strada, ma i loro capi vennero arrestati e la città occupata da
una forte presenza militare britannica.
Nell’ 1801, il Regno d'Irlanda si unì
con il Regno di Gran Bretagna per formare il Regno Unito di
Gran Bretagna e Irlanda (Atto di Unione Irlandese), il
parlamento irlandese si dimise e Dublino ne soffrì
finanziariamente per le conseguenti perdite di profitto: molti
quartieri eleganti si trasformarono rapidamente in sobborghi.
Dublino, contrariamente a Belfast e
altre città irlandesi, non visse a pieno la rivoluzione
industriale, e tutti i suoi vantaggi, e dovette fare i conti
con un tasso di disoccupazione sempre più alto; nonostante
questo, crebbe costantemente per tutto il XIX secolo: ma tante
persone e poco lavoro significano povertà ed emarginazione.
Nel 1913, Dublino dovette affrontare
uno dei più lunghi e aspri scioperi del mondo anglosassone,
passato alla storia con il nome “la Serrata”. Nel 1916, a
Dublino, una piccola banda di repubblicani irlandesi inscenò
l'insurrezione di Pasqua: una sollevazione che vide le forze
ribelli prendere il controllo dei punti nevralgici della città;
il governo britannico portò la situazione alla normalità, ma si
scontrò con l'ostilità di molti irlandesi.
Tra il 1919 e il 1921 l'Irlanda visse
la cruenta guerra d'indipendenza. A seguito di una tregua
venne firmato tra Regno unito e Irlanda il Trattato
Anglo-Irlandese. Esso creava uno stato irlandese, noto come
Libero Stato d'Irlanda, composto da 26 contee e dotato di
autogoverno e diede inizio,a Dublino nel 1922 alla guerra civile
irlandese: gli intransigenti repubblicani attaccarono quelli che
avevano accettato un compromesso con i britannici.
Anni di guerra e scontri misero la
città a dura prova: gran parte del patrimonio urbano, artistico
e storico era andato perduto: I primi tentativi di aiuto a
favore delle aree diroccate di Dublino si ebbero nel 1932: le
catapecchie furono trasformate in alloggi decenti per i poveri
di Dublino e vennero costruiti alcuni nuovi sobborghi. Grandi
passi in avanti però si fecero solo negli anni ’60, anche se la
battaglia alla criminalità, alla droga e alla disoccupazione,
era ancora tutta da combattere.
Negli anni recenti, tali problemi si
stanno se non risolvendo, arginando anche grazie all’avvento del
boom economico. |