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La Moschea di Cordova
 

  
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CORDOVA (Cordoba)

La Moschea (La Mezquita)

Nel cuore di Cordova, circondata dall’antico quartiere della Juderia, si trova la Mezquita (oggi cattedrale), splendido esempio di quello che viene definito il “Periodo dei Califfa”. La Mezquita rappresenta senza dubbio uno dei monumenti più importanti dell’architettura ispano-musulmana: con una superficie di quasi 24.000 mq è la terza moschea più grande al mondo, dopo quella di Casablanca e della Mecca, ed è la più grande del mondo musulmano in tutto l’Occidente. Nella Mezquita ogni venerdì a mezzogiorno si riuniva in preghiera la grande comunità islamica di Cordova. Fu eretta nel X secolo da Abd ar-Rhaman (della dinastia degli Ommayadi) sui resti di una basilica visigotica intitolata a san Vincenzo dove ,originariamente, pare esistesse un tempio romano dedicato al sole, e venne via via ampliata dai successivi califfi. Quello che oggi appare ai nostri occhi è il risultato di quattro diversi progetti. Dopo la conquista cristiana, nel 1236, la Mezquita venne trasformata in una Chiesa dedicata all’Assunta, suscitando lo sdegno dell’imperatore Carlo V che, riferiscono le cronache, rimase senza parole vedendo il risultato della trasformazione: si era reso conto che un’opera unica al mondo aveva lasciato il posto ad una piuttosto ordinaria ed insignificante. Eppure il suo riconosciuto errore non gli impedì, negli anni a venire, di distruggere una parte dell’Alcazar di Siviglia e dell’Alhambra di Granada.

Oggi la Mezquita, trasmette ancora al visitatore una grande forza mistica ma ha perso parte della sua antica suggestione; l’atmosfera all’interno è più vicina a quella di una cattedrale che non a quella di una moschea, quindi possiamo solo immaginare come poteva presentarsi al tempo dei califfi: all’alba i raggi del sole che penetravano tra le colonne; al crepuscolo rischiarata dal tremolio delle lampade ad olio e delle candele, nessuna immagine sacra alle pareti (come prescrive il Corano) ed una grande austerità degli spazi, perché tutto doveva indurre i fedeli alla meditazione ed alla preghiera.

Attraverso la Puerta del Perdòn, in stile arabo, entrate nel Patio de los Narajos, così chiamato per la presenza di alberi di arancio che i cristiani piantarono in sostituzione delle palme. Questo era il luogo nel quale i fedeli si purificavano prima della preghiera (al centro si trova una cisterna del X secolo), mentre i porticati che circondano il cortile erano uno spazio dedicato alle donne. Accanto alla Puerta del Perdòn svetta la Torre Campanaria, che ingloba l’antico minareto. L’interno della Mezquita, diviso in 19 navate (la moschea originaria ne aveva 11), vi offre uno spettacolo di rara bellezza: la prima impressione è quella di trovarsi in una grande foresta: ben 850 colonne in porfido e granito verde e violetto (in origine dovevano essere circa 1000) si susseguono in file ordinate, simili ad alberi in una piantagione. Le colonne sono impreziosite da marmi e ornamenti provenienti da edifici di ogni parte del Mediterraneo: Spagna, Europa e perfino Africa. Gli archi che alternano il bianco della pietra al rosso dei mattoni, i capitelli che rivelano ancora l’antica doratura ed i preziosi mosaici in oro, turchese e verde, creano uno spettacolo davvero unico. Avanzando lungo la navata centrale, incontrate la Quibla, il muro orientato verso la Mecca, dove trova spazio il Mihrab, la nicchia sacra dove veniva esposto il Corano. Al suo interno potete osservare le iscrizioni, in caratteri cufici, inneggianti il nome di Allah. Accanto al Mihrab si trova la maqsura, il luogo dove si ritiravano in preghiera il califfo con i suoi dignitari, quasi una stanza a parte, separata dal resto con una grata e decorata con stucchi e mosaici.

Per quanto riguarda le parti realizzate dai cristiani vi segnaliamo il Coro rinascimentale, impropriamente al centro della moschea ma che, comunque, presenta alcuni elementi degni di nota. Alla sinistra del coro la Capilla de Villaciosa, in stile mudejar; la Capilla Real di Alfonso X del XIII secolo e la Capilla del Cardinal del XVIII secolo.

 

Ingresso a pagamento (minori di 10 anni gratuito)

 

Orari di visita

Da aprile a giugno: da lunedì a sabato dalle  10.00 alle  19.00

Da luglio a ottobre e tutto marzo: da lunedì a sabato dalle  10.00 alle  18.30

Da novembre a febbraio: da lunedì a sabato dalle  10.00 alle  17.30

Da dicembre a gennaio: da lunedì a sabato dalle  10.00 alle  17.00. Domenica e festivi: dalle 9.00 alle 10.15 – Dalle 14.00 alle 19.00

1 gennaio – 24, 25 e 31 dicembre: dalle 10.00 alle 14.00

 

 

 

 

 

 

 

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