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SANTA
MARIA DEL FIORE E CAMPANILE DI GIOTTO

IL DUOMO DI SANTA MARIA DEL FIORE
La cattedrale di
Santa Maria del Fiore, quarta in Europa per grandezza, è il
Duomo
di
Firenze
e si affaccia sull’omonima piazza.
Progettato da
Arnolfo di Cambio ed iniziato nel 1296, il duomo ha una pianta
peculiare, composta da un corpo basilicale a tre navate saldato
ad una enorme rotonda triconca che sorregge l'immensa
Cupola del
Brunelleschi, la più grande
cupola
in
muratura
mai costruita. La facciata è gotica, le fiancate sono a timpani
triangolari con bifore.
All'interno, la
Cattedrale si presenta immensa, ma quasi spoglia negli arredi.
Questa sobrietà corrisponde all'ideale spirituale della Firenze
medievale e del primo Rinascimento, che suggerisce, in termini
architettonici, la spiritualità dei grandi riformatori della
vita religiosa fiorentina.
Gli artisti che
hanno contribuito ad abbellire la chiesa del duomo sono molti ed
appartengono anche a secoli diversi. Tra i tanti, si ricordano
Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Giorgio Vasari, Federico
Zuccari.
Informazioni
e Numeri Utili
L'ingresso al Duomo di Firenze è gratuito.
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Orario di apertura:
Lunedì, Martedì, Mercoledì e
Venerdì:10,00 - 17,00 Gio: 10,00 - 15,30; Sabato: 10,00 - 16,45;
Dom e festività religiose:
13,30 - 16,45; 1° Sab del mese: 10,00 - 15,30 ; 1° Gennaio,
Pasqua e Natale: 15,30 - 16,45; Mercoledi delle Ceneri: 10,00 -
16,30; Giovedi Santo: 12,30 - 16,30; Venerdi Santo: 10,30 -
16,30; Sabato Santo: 10,30 - 16,45.
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Propositura: Piazza Duomo,
17 - 50122 Firenze, tel e fax: 055 215380; E-Mail:
info@duomofirenze.it
§
Sacrestia: tel. :
055294514
CAMPANILE DI GIOTTO

Il campanile di
Giotto, alto 84,75 metri e largo circa 15 metri, è la torre
campanaria di Santa Maria del Fiore e rappresenta una tra le più
maestose, e luminose, testimonianze di architettura gotica
fiorentina nel 300.
Le sue
fondamenta furono scavate attorno al 1298 all'inizio del
cantiere della nuova Cattedrale, con Arnolfo di Cambio come
capomastro.
La posizione
inusuale del campanile, allineato con la facciata, riflette la
volontà di conferirgli una grande importanza come segno di forte
verticalità al centro della Insula Episcopalis e
probabilmente la necessità pratica di liberare la visuale della
zona absidale per la grande cupola prevista sin dal progetto
arnolfiano.
Nel 1334 divenne
capomastro Giotto di Bondone: egli lo riprogettò e si dedicò
alla costruzione del primo piano, caratterizzato da un’apertura
cuspidata. Per il rivestimento Giotto scelse marmi bianchi di
Carrara, rossi di Siena e verdi di Prato. Nel 1337 Giotto morì;
gli susseguirono, nella realizzazione dell’opera, dapprima
Andrea Pisani ed in seguito Francesco Talenti.
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