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PIAZZA DELLA SIGNORIA

 

PIAZZA DELLA SIGNORIA

Piazza della Signoria, da sempre considerata tra le più belle d’Italia,  è la piazza centrale di Firenze; si trova nella parte medievale della città, poco distante dal Duomo e dal Ponte Vecchio. Da sempre  cuore della vita sociale della città e simbolo del  potere civile.

Il nome deriva dal Palazzo della Signoria, progettato nel 1298 e completato nel 1302 da Arnolfo di Cambio, sede del governo della Repubblica e dei Priori delle Arti. Nel 1565, quando il Duca Cosimo I si trasferì nella reggia di Palazzo Pitti, il Palazzo della Signoria diventò Palazzo Vecchio.

La piazza cominciò ad assumere l’attuale forma di “L” intorno al 1268, quando i Guelfi ripreso potere e demolirono le case dei Ghibellini che si ergevano nella zona. Sul finire del 1300  venne pavimentata ed s’inizio l’edificazione del Palazzo della Signoria, centro della vita politica cittadina, in antitesi con il centro religioso di Piazza del Duomo e il centro commerciale rappresentato dal Mercato Vecchio.

Piazza della Signoria, non è semplicemente una magnifica piazza medievale: ma un vero e proprio museo a cielo aperto; la circondano infatti: il Tribunale della Mercanzia, il cinquecentesco Palazzo Uguccioni e il Palazzo che ospita la Raccolta Alberto della Ragione (250 dipinti italiani del periodo 1920-1950), il Palazzo delle Assicurazioni Generali (costruito nel 1871 dove sorgevano l'antica Loggia dei Pisani e la chiesa di Santa Cecilia).

Piazza della Signoria, ospita grandiose sculture antiche, quali: il Marzocco e la Giuditta e Oloferne (1455-60 circa), entrambe opera di Donatello, sostituite da copie per la loro preziosità (il Marzocco è conservato al Bargello, la Giuditta dentro Palazzo Vecchio); il David di Michelangelo (sostituito da una copia messa nella collocazione originaria); L'Ercole e Caco di Baccio Bandinelli (1533) si trova accanto al David e rappresenta la vittoria con la forza e l'astuzia contro i malvagi, in una simbologia tratta dalle Dodici fatiche; il Perseo di Benvenuto Cellini nella Loggia dei Lanzi (chiamato anche con il titolo più completo Perseo con la testa di Medusa del 1554), commissionato da Cosimo Medici; i due Termini marmorei, simboleggianti il reciproco amore; quello maschile di Vincenzo de' Rossi e quello femminile di Baccio Bandinelli rappresentano Filemone e sua moglie Bauci, i quali, secondo la leggenda furono trasformati da Giove lui in quercia e lei in tiglio. Le statue della Piazza rappresentano un vero e proprio ciclo allegorico laico, unico nel suo genere al mondo, che avrebbe dovuto ispirare i governanti della città che si recavano a Palazzo Vecchio.

Vi è inoltre la Fontana del Nettuno, opera di Bartolomeo Ammannati di alcuni suoi allievi: fu la prima fontana pubblica di Firenze. Il grande Nettuno in marmo bianco non è molto amato dai fiorentini che lo chiamano Biancone (celebre l'epitomo espresso dal popolo all'inaugurazione della statua nel 1565 "Ammannato Ammannato, quanto marmo hai sciupato!").

La piazza era anche sede delle pubbliche esecuzioni, sul suo pavimento, un cerchio di marmo ricorda il punto preciso dove venne bruciato vivo, il 23 maggio 1498, Girolamo Savonarola, colpevole di eresia.